Guatemala: ballottaggio tra Torres e Giammattei. Mons. Palma (Escuintla), “forte astensionismo segno di delusione per candidati e partiti”

È ancora in corso lo scrutinio per il primo turno delle elezioni presidenziali in Guatemala, ma è già chiaro che sarà un ballottaggio, il prossimo 11 agosto, a stabilire chi sarà il nuovo presidente del fragile Paese centroamericano. I due candidati più votati sono stati Sandra Torres, esponente di un tenue centrosinistra, imprenditrice nonché ex first lady tra il 2008 e il 2011 (è la ex moglie dell’ex presidente Alvaro Colom), e Alejandro Giammattei, candidato del partito di destra Vamos.
La prima ha ottenuto il 24,18% dei voti, il secondo il 15% circa, secondo il primo conteggio. Il terzo più votato è stato Edmond Mulet, ex funzionario dell’Onu, che ha conquistato il 12,11% dei voti. Thelma Cabrera, “voce” delle popolazioni indigene, si è fermata appena sotto il 10%.
“Moltissime persone non hanno partecipato al voto. È un segno di delusione nei confronti di partiti e candidati”, commenta al Sir il vescovo di Escuintla, mons. Víctor Hugo Palma Paúl. In effetti, l’astensione ha superato il 40% e i due contendenti sono volti piuttosto noti della politica guatemalteca, mentre alcuni candidati in grado di segnare la svolta, come Thelma Aldana, ex presidente della Corte suprema ed ex procuratore generale, sono stati esclusi in modo preventivo dalla contesa.
Prosegue mons. Palma: “Sandra Torres è di centrosinistra, Giammattei di centrodestra. Ora si andrà al secondo turno e la richiesta della Chiesa è che si cerchi il bene comune, che si metta al primo posto il bene della maggioranza delle persone, in una nazione dove dominano povertà, insicurezza, le migrazioni verso gli Stati Uniti”.

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