Banco Alimentare: Carrai (pres. emerito Toscana), “non solo tonnellate di cibo ma occasione per costruire relazioni”

“Tutto quello che abbiamo cercato di fare per crescere, per migliorarci, per recuperare sempre più cibo in trasparenza e sicurezza, lo abbiamo fatto avendo nel cuore ben presente il fine ultimo, ossia l’aiuto al povero, al bisognoso”. Lo ha affermato Leonardo Carrai, presidente emerito Banco Alimentare della Toscana, intervenendo alle celebrazioni per i 30 anni del Banco Alimentare in Italia, che con il tour “Compagni di Banco. Da 30 anni in viaggio” ha fatto tappa a Firenze. “Secondo i più recenti dati Istat – ha proseguito Carrai – l’8,4% dei residenti in Italia, di cui il 12,1% in età minorile, versa in uno stato di povertà assoluta ed è dunque privo di beni e servizi essenziali che lo pongono in gravi condizioni di esclusione sociale. In questo senso il Banco Alimentare si rivela quindi fondamentale per contribuire a far uscire da disagio e precarietà, favorendo la ripresa della dignità, della libertà e della responsabilità personale”. Carrai ha poi parlato dei numerosi progetti che nel corso degli ultimi anni sono stati avviati in Toscana grazie a sostenitori privati e alla pubblica istituzione: “Nel 2008 abbiamo attivato il progetto Siticibo che permette di recuperare alimenti freschi provenienti dalla ristorazione e dalla grande distribuzione organizzata e di consegnarli in poche ore alle strutture caritative. Ma è con la Legge regionale 32 del 2009, che ha incrementato la quantità e qualità degli alimenti e il numero degli assistiti; e con la Legge Gadda del 2016 contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, che vi è stata un’ulteriore svolta. Sempre nello stesso anno ci siamo poi trasferiti presso l’area Mercafir di Firenze apportando grandi cambiamenti in termini di logistica e sicurezza”.
Carrai ha infine concluso sottolineando come gli appuntamenti che proseguiranno nelle prossime settimane per tutta Italia, rappresentano un’occasione per “ricordare come il Banco Alimentare non significhi solo tonnellate di cibo, ma relazioni, incontri, dialogo tra persone diverse”.

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