Lavoro: Istat, +144mila occupati in un anno, ma cresce la quota di dipendenti a termine (16%). Si riduce il numero di disoccupati (-138mila in un anno)

Nel primo trimestre 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si riscontra una crescita di 144mila occupati (+0,6% in un anno), dovuta sia ai dipendenti sia agli indipendenti (+92mila e +52mila, rispettivamente); l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale dei dipendenti raggiunge il 16% (+0,3 punti in un anno). Prosegue l’incremento degli occupati a tempo pieno e, soprattutto, a tempo parziale; l’incidenza del part time involontario è stimata al 64,1% dei lavoratori a tempo parziale (-0,1 punti). Lo rileva oggi l’Istat, diffondendo i dati su “Il mercato del lavoro” relativi al I trimestre 2019.
Stando ai dati diffusi, alla crescita dell’occupazione soprattutto nel Nord e nel Centro (+1,4% e +0,3%, rispettivamente) si contrappone, per il secondo trimestre consecutivo, il calo nel Mezzogiorno (-0,6%). Nel confronto tendenziale, per l’ottavo trimestre consecutivo, si riduce il numero di disoccupati (-138mila in un anno, -4,6%) che interessa entrambi i generi, le diverse aree territoriali e tutte le classi di età, a eccezione degli over 50. Per il secondo trimestre consecutivo diminuiscono gli inattivi di 15-64 anni (-130mila in un anno, -1%).
“Il tasso di disoccupazione – spiega l’Istat – diminuisce sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima; tale andamento si associa alla stabilità congiunturale e al calo tendenziale del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni. Diversamente, nei dati mensili di aprile 2019 i tassi di disoccupazione e di inattività rimangono invariati in confronto a marzo 2019”.
L’Istat, infine, analizzando i dati di flusso – a distanza di 12 mesi – registra una diminuzione delle permanenze nell’occupazione (-0,4 punti tra il primo trimestre 2017 e il primo trimestre 2018 e l’analogo periodo tra il 2018 e il 2019), soprattutto nelle Regioni meridionali e, in generale, tra le persone di 55-64 anni che principalmente transitano verso l’inattività. Tra i dipendenti a termine, se da un lato si riduce la permanenza nell’occupazione (-1,8 punti, 81%), dall’altro aumentano in maniera cospicua le transizioni verso il lavoro dipendente a tempo indeterminato (+5 punti, 21,6%).

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo