Sant’Antonio di Padova: mons. Cipolla (vescovo), “i cristiani siano sale nella società, coscienze in movimento, fermenti di dialoghi vivaci e rispettosi”

“Il cristiano è uno che si lascia mettere in movimento dalla parola del Vangelo, annunciato nella Chiesa. La coscienza del cristiano è sempre in ‘riforma’: le sintesi raggiunte, le convinzioni sono sempre provvisorie, perché il Vangelo e lo Spirito spingono a un di più di comprensione e di applicazione alle situazioni più diverse, di quelle parole apparentemente uguali”. Lo evidenzia il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, in una riflessione per la festa di Sant’Antonio, che si celebra domani. “Nessun cristiano può dire di aver già capito tutto. Il cristiano per questo non s’irrigidisce nelle sue sintesi politiche e, soprattutto, non è mai chiuso al dialogo, specie con i fratelli nella fede: essi, infatti, nella misura in cui vivono autenticamente la ricerca e l’ascolto del Vangelo, sono sempre portatori di un frammento di verità, che merita quanto meno di essere ascoltato”. Inoltre, “rimane vero che non tutto è compatibile con il Vangelo: il cristiano, pertanto, quando sceglie una parte politica, lo fa sempre in modo ‘critico’, per custodire sempre la ‘perla’ della propria coscienza”.
Per il vescovo, “le questioni che anche la politica oggi pone di fronte alla nostra coscienza sono molto grandi: il rispetto della vita in tutte le sue fasi (penso all’aborto, o ai tentativi di introduzione di pratiche eutanasiche); l’attenzione ai più fragili, agli emarginati, agli stigmatizzati, agli ultimi; la crisi ecologica tremenda alla quale stiamo andando incontro; le questioni dell’economia”. Sono temi che “non ci portano lontani dal messaggio di Gesù” e di fronte ai quali “la nostra coscienza di cristiani è sempre inquieta, umile e in movimento. Ogni cristiano cerca compagni di strada che – anche se partono da posizioni diverse – abbiano la stessa umiltà e voglia di cercare, di interrogarsi, di contaminarsi, senza alzare muri immobili di divisione, di giudizio, di esclusione; ogni cristiano cerca fratelli e sorelle che abbiano voglia di farsi provocare continuamente e profondamente da quel Vangelo sempre uguale ma sempre vivo e tagliente, che continuamente ci destabilizza nelle nostre certezze”.
A volte, conclude mons. Cipolla, “il dibattito su questi grandi temi, nelle nostre comunità e nella nostra città, sembra irrigidito su posizioni ideologiche o latente per timore del confronto o di mettere in discussione le personali provvisorie convinzioni. È importante, allora, come cristiani essere sale nella società, coscienze in movimento, fermenti di dialoghi vivaci e rispettosi, capaci di generare continuamente visioni nuove”.

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