Giovane ucciso ad Avola: mons. Staglianò (Noto), “chi agisce con violenza distrugge in sé la propria umanità”

“Questo male ci possiede, non risparmia nulla e nessuno. Come cancrena ci avvinghia e ci sotterra. Non posso esimermi di gridare a tutti, soprattutto ai giovani, di fuggire il male, di percorrere strade rette e giuste, di non abbracciare e farsi sedurre dalla logica insensata della vita ‘a poco prezzo’, di rifiutare – come disumana- la ricerca mafiosa dei soldi facili. L’attaccamento al denaro, infatti, è la radice di tutti i mali, secondo la Scrittura, ed è il vero motivo dell’odio che si genera tra le famiglie e dentro le stesse famiglie”. Lo scrive il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, in un messaggio per l’omicidio del venticinquenne Andrea Pace, stanotte ad Avola. “Dobbiamo vivere responsabilmente il dono prezioso di una vita irripetibile e bella – aggiunge il presule -. Quante volte ho detto con forza, che dobbiamo restare umani, guardando e vivendo come Gesù che è per tutti (anche per i non credenti) un modello umano, di grande umanità bella e buona che toglie dal nostro cuore la mala gramigna della prepotenza, della tracotanza, dell’orgoglio e del potere dispotico”. Per il presule, “quello che è accaduto ad Avola non è umano, è disumano e mostruoso. Chi agisce con violenza distrugge in sé la propria umanità. Forte è anche il richiamo a ribadire che l’uso della violenza è già fallimento, negazione, è solo male”. Si tratta di “un tragico episodio che richiama tutti, sia le comunità cristiane che quelle civili, a porre in campo, con creatività e intelligenza evangelica, percorsi educativi che facciano davvero fronte alle fragilità umane. Perché anche dentro questa tragica storia ci sono tutti i segnali, (ma anche già le conseguenze), di vite risucchiate dalla disperazione e dalla incapacità di vivere e di scegliere ciò che è bello e buono”.

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