Partito popolare: Merola (sindaco Bologna), “eredità per la città è di essere luogo di accoglienza, solidarietà e crescita comune”

(Bologna) “La forte intuizione di don Luigi Sturzo è stata di usare l’elemento di universalità del cristianesimo per porre al centro la persona umana come nucleo intorno al quale costruire un partito popolare laico, distinto dalla Chiesa”. Lo ha detto Virginio Merola, sindaco di Bologna, al convegno “Il Partito Popolare a Bologna: 100 anni dopo” al foyer Rossini del Teatro Comunale del capoluogo emiliano, organizzato dall’Associazione Bologna al Centro-Officina delle Idee e Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti), con il patrocinio di Comune di Bologna, Cultura è Bologna, Acli, Cisl e Mcl.
Punti rilevanti del Ppi, a detta di Merola, sono stati “quella prospettiva di unire il popolo in modo interclassista intorno alla costruzione del pluralismo politico e a una attenzione ai temi dell’autonomia degli enti locali e della società civile” oltre a “educare alla democrazia che è la novità moderna”. Temi che il primo cittadino di Bologna ritrova nel secondo dopo guerra “nelle idee che hanno attraversato la vita e il pensiero politico di Dossetti”. Infine, dal punto di vista di un sindaco, cento anni dopo la nascita del Partito popolare, “Bologna eredita una visione di città che deve essere luogo di accoglienza di condivisione, di solidarietà e di crescita comune”.

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