Papa Francesco: messa di Pentecoste, no a “nervosismo continuo”, a “soluzione rapida, una pastiglia dietro l’altra”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Lo Spirito non è, come potrebbe sembrare, una cosa astratta; è la Persona più concreta, più vicina, quella che ci cambia la vita”. Lo ha ribadito il Papa, nella Messa di Pentecoste celebrata ieri in piazza San Pietro, e alla quale erano presenti, secondo la Gendarmeria Vaticana, oltre 25mila persone.  “La pace non consiste nel sistemare i problemi di fuori – Dio non toglie ai suoi tribolazioni e persecuzioni – ma nel ricevere lo Spirito Santo”, ha spiegato Francesco: “È una pace che rende il cuore simile al mare profondo, che è sempre tranquillo anche quando in superficie le onde si agitano. È un’armonia così profonda che può trasformare persino le persecuzioni in beatitudini”. “Quante volte, invece, rimaniamo in superficie!”, il grido d’allarme del Papa: “Anziché cercare lo Spirito tentiamo di rimanere a galla, pensando che tutto andrà meglio se passerà quel guaio, se non vedrò più quella persona, se migliorerà quella situazione. Ma questo è rimanere in superficie: passato un problema ne arriverà un altro e l’inquietudine ritornerà”. “Non è prendendo le distanze da chi non la pensa come noi che saremo sereni, non è risolvendo il guaio del momento che staremo in pace”, ha garantito Francesco: “La svolta è la pace di Gesù, è l’armonia dello Spirito”. “Oggi, nella fretta che il nostro tempo ci impone, sembra che l’armonia sia emarginata”, ha denunciato il Papa: “Tirati da mille parti rischiamo di scoppiare, sollecitati da un nervosismo continuo che fa reagire male a ogni cosa. E si cerca la soluzione rapida, una pastiglia dietro l’altra per andare avanti, un’emozione dietro l’altra per sentirsi vivi”. “Ma abbiamo soprattutto bisogno dello Spirito”, la ricetta del Santo Padre: “È Lui che mette ordine nella frenesia. Egli è pace nell’inquietudine, fiducia nello scoraggiamento, gioia nella tristezza, gioventù nella vecchiaia, coraggio nella prova. È Colui che, tra le correnti tempestose della vita, fissa l’ancora della speranza. È lo Spirito che, come dice oggi San Paolo, ci impedisce di ricadere nella paura perché ci fa sentire figli amati È il Consolatore, che ci trasmette la tenerezza di Dio. Senza lo Spirito la vita cristiana è sfilacciata, priva dell’amore che tutto unisce”.

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