Papa Francesco: a cappellani aviazione civile, “tutelare dignità e diritti” di migranti e profughi. “Non clericalizzare i laici”

“Non posso qui non menzionare i migranti e i profughi che raggiungono i maggiori aeroporti con la speranza di poter chiedere asilo o trovare un rifugio, o che sono bloccati in transito”. Anche nel discorso rivolto ai cappellani dell’aviazione civile, come in quello indirizzato poco prima alla Roaco, il Papa ha fatto cenno al dramma dei migranti. “Invito sempre le Chiese locali alla dovuta accoglienza e sollecitudine nei loro confronti, pur se si tratta di una responsabilità diretta delle autorità civili”, l’appello: “Fa parte anche della vostra cura pastorale vigilare che sia sempre tutelata la loro dignità umana e siano salvaguardati i loro diritti, nel rispetto della dignità e delle credenze di ciascuno. Le opere di carità nei loro confronti costituiscono una testimonianza della vicinanza di Dio a tutti i suoi figli”. “Alcuni di voi, forse tutti, siete chiamati a svolgere più servizi nella vostra realtà ecclesiale”, ha proseguito Francesco rivolgendosi ai presenti: “Questo può portare stanchezza fisica e spirituale, e magari anche scoraggiamento, insoddisfazione o sconforto. Pertanto, è bene che, in accordo con i vostri vescovi, possiate coinvolgere nella vostra missione qualche persona, o del personale aeroportuale o della comunità ecclesiale locale, preoccupandovi anche della loro formazione. Sono quindi molto contento di vedere tra voi tanti laici e religiosi con i quali già collaborate: vi incoraggio a cercare insieme nuove vie di azione pastorale, condividendo i pesi e soprattutto la gioia di evangelizzare”. “Mi piace che ci siano tanti laici coinvolti in questo”, l’omaggio a braccio del Santo Padre: “Per favore, non cadere la tentazione di clericalizzare i laici: i laici sono messaggeri, sono missionari a pieno diritto”. “La qualità del vostro servizio pastorale – come anche del mio! – è proporzionale alla qualità della vita spirituale e della preghiera; ma pure al vostro sentirvi partecipi della missione della Chiesa universale”, ha concluso il Papa: “la missionarietà è l’atteggiamento fondamentale del nostro ministero”.

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