Lavoro: Mattarella, “no a quello minorile; sì alla parità di genere, alla protezione sociale”

“Ripetiamo con determinazione: no al lavoro minorile e no al lavoro forzato. Sì alla parità di genere; alla protezione dell’infanzia e della maternità; alla sicurezza sul lavoro; alla protezione sociale; al lavoro strumento di libertà e mezzo di elevazione del tenore di vita; all’eguaglianza nel campo educativo e professionale; all’esercizio del diritto alla contrattazione collettiva”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo oggi pomeriggio a Ginevra alla CVIII Conferenza internazionale del lavoro (Oil).
Per il Capo dello Stato, in un’epoca di “passaggio da un’economia tradizionale a una realtà sempre più digitale” diventa “indifferibile una diffusione capillare delle competenze e delle conoscenze necessarie per unire crescita economica e crescita sociale, evitando spirali negative che si manifestano, spesso, nella transizione da una fase all’altra”.
Per Mattarella, “l’aspirazione al lavoro in condizioni eque unisce i destini delle persone in ogni angolo del globo”. “Oltre duecento milioni di persone – ha proseguito – risultano oggi prive di un lavoro, altrettanti i lavoratori migranti, quasi un miliardo gli abitanti del pianeta che vivono sotto la soglia di povertà. La comunità internazionale non è all’oscuro di quanto accade, eppure l’impegno per porvi riparo appare ancora ampiamente insufficiente”.

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