Esplosione a Rocca di Papa: mons. Martinelli (vescovo), “le autorità facciano luce sulle cause dell’esplosione”

“Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza. Soprattutto assicuro le mie preghiere a quanti sono rimasti feriti. In particolare, ai bambini e al sindaco che so che si trova in situazione gravissima”. Il primo pensiero del vescovo di Frascati, mons. Raffaello Martinelli, va ai feriti dopo l’esplosione avvenuta questa mattina al Comune a Rocca di Papa (Roma). 16 feriti, tra i quali appunto il sindaco, Enrico Crestini, che ha riportato ustioni sul 50% del corpo e una bambina di circa 5 anni, ricoverata con un severo trauma facciale e cranico all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. L’intero centro storico è stato evacuato ed è scattata in paese una gara di solidarietà per cercare un posto in cui alloggiare le famiglie sfollate. L’esplosione è avvenuta al piano terra dell’edificio del Comune, in corso Costituente. Dopo il boato si è sviluppato anche un incendio e una grande nube di fumo nero. “Prego per una pronta guarigione dei feriti”, prosegue il vescovo, “perché possano ritornare presto in piena salute ma chiedo anche che quanto prima si possano chiarire le cause in maniera da sgombrare ogni ombra di dubbio. C’erano dei lavori in corso e spetta ora alle autorità competenti indagare. Speriamo che venga fatta luce”. La gente – racconta il vescovo – è sotto choc: “In queste situazioni, bisogna lasciare che i pianti e le lacrime si esprimano. Fa impressione questo crocifisso che si vede, rimasto appeso nonostante la forte botta. Ed è rimasto appeso quasi ad un filo come fosse un segno che dice che c’è una speranza sempre ed una possibilità anche sotto il fumo e le macerie. Da quanto è stato detto, le conseguenze dell’esplosione potevano essere anche molto peggiori. L’incidente è avvenuto in una zona centrale del Paese. Preghiamo e affidiamoci alla competenza dei medici e alle autorità competenti”. Il vescovo esprime anche una sua parola di gratitudine a quanti hanno lavorato nei soccorsi, immediatamente intervenuti sul posto, e a quanti stanno ancora lavorando per il ripristino della situazione.

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