Bioetica: Congregazione per l’educazione cattolica, “promuovere alleanza per una positiva e prudente educazione sessuale”

“È urgente promuovere un’alleanza sostanziale e non burocratica, che armonizzi, nel progetto condiviso di ‘una positiva e prudente educazione sessuale’, la primaria responsabilità dei genitori con il compito degli insegnanti”. È la proposta pedagogica contenuta nell’ultima parte del documento per la Congregazione per l’educazione cattolica, “Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulle questioni del gender nell’educazione”. Nelle aule scolastiche, precisa il dicastero pontificio a proposito del ruolo della scuola, e della scuola cattolica, “si devono creare le condizioni per un incontro costruttivo tra i vari soggetti al fine di instaurare un clima di trasparenza, interagendo e tenendosi costantemente informati sulle attività per facilitare il coinvolgimento ed evitare inutili tensioni che potrebbero sorgere a causa di incomprensioni per mancanza di chiarezza, informazione e competenza”. Nell’orizzonte di questa alleanza, “l’azione educativa deve essere informata al principio di sussidiarietà”, la raccomandazione: “Ogni altro partecipante al processo educativo non può che operare a nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, persino su loro incarico”. “Procedendo insieme famiglia, scuola e società – il dettaglio della proposta – possono articolare percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità finalizzati al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva, tenendo conto delle specificità fisiologiche e psicologiche, nonché delle fasi di crescita e maturazione neurocognitiva delle ragazze e dei ragazzi in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile”. Nel testo, in particolare per le scuole cattoliche si raccomanda inoltre l’attenzione alla “formazione dei formatori”, tenendo nella debita considerazione, “oltre agli aspetti professionali, anche quelli culturali e spirituali”, poiché “l’educazione della persona, specialmente nell’età evolutiva, necessita di una cura particolare e di un costante aggiornamento. Non si tratta soltanto di una semplice ripetizione degli argomenti disciplinari”. I docenti cattolici, a questo proposito, devono ricevere “una preparazione adeguata sul contenuto dei diversi aspetti della questione del gender” ed essere “informati sulle leggi in vigore e le proposte in via di discussione nei propri Paesi con l’ausilio di persone qualificate in una maniera equilibrata e all’insegna del dialogo. Le istituzioni universitarie e i centri di ricerca sono chiamati ad offrire il loro specifico contributo al fine di garantire una formazione adeguata e aggiornata durante tutto l’arco della vita”.

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