Bioetica: Congregazione per l’educazione cattolica, i rischi del “queer”. “Libertà di scelta del genere nonché della pluralità di unioni in contrapposizione al matrimonio tra uomo e donna”

Nel nostro contesto culturale, “sesso e genere non sono più sinonimi e, quindi, concetti interscambiabili, in quanto descrivono due entità diverse”. Lo fa presente la Congregazione per l’educazione cattolica, nel nuovo documento diffuso oggi, in cui si osserva che nella nostra temperie culturale “il sesso definisce l’appartenenza a una delle due categorie biologiche che derivano dalla diade originaria, femmina e maschio. Il genere, invece, è il modo in cui si vive, in ogni cultura la differenza tra i due sessi”. “Il problema non sta nella distinzione in sé, la quale può essere interpretata rettamente, ma in una separazione tra sesso e gender”, la tesi del dicastero pontificio: “Da questa separazione consegue la distinzione di diversi ‘orientamenti sessuali’ che non vengono più definiti dalla differenza sessuale tra maschio e femmina, ma possono assumere altre forme, determinate solo dall’individuo radicalmente autonomo”. Inoltre, “lo stesso concetto di gender va a dipendere dall’atteggiamento soggettivo della persona, che può scegliere un genere che non corrisponde con la sua sessualità biologica e, quindi, con il modo in cui lo considerano gli altri (transgender)”. “In una crescente contrapposizione tra natura e cultura, le proposte gender confluiscono nel queer, cioè in una dimensione fluida, flessibile, nomade, al punto da sostenere la completa emancipazione dell’individuo da ogni definizione sessuale data a priori, con la conseguente scomparsa di classificazioni considerate rigide”, la sottolineatura del testo: “Si lascia così lo spazio a sfumature variabili per grado e intensità nel contesto, sia dell’orientamento sessuale, sia dell’identificazione del proprio gender”.
La dualità della coppia, inoltre, confligge con i “poliamori” che includono più di due individui: in questo modo, “la durata del legame – e la sua natura vincolante – si struttura come variabile a seconda del desiderio contingente degli individui con conseguenze sul piano della condivisione delle responsabilità e degli obblighi inerenti la maternità e la paternità. Tutta questa gamma di relazioni divengono ‘parentele’ (kinships), fondate sul desiderio o affetto, contraddistinte molto spesso da un tempo determinato, eticamente flessibili o addirittura consensualmente prive di qualsiasi progettualità. Ciò che vale è l’assoluta libertà di autodeterminazione e la scelta circostanziata di ciascun individuo nel contesto di una qualsiasi relazione affettiva”. In questo modo, “ci si appella al riconoscimento pubblico della libertà di scelta del genere nonché della pluralità di unioni in contrapposizione al matrimonio tra uomo e donna, considerato retaggio della società patriarcale”, il grido d’allarme del documento: si vorrebbe, in altre parole, “che ogni individuo possa scegliere la propria condizione e che la società debba limitarsi a garantire tale diritto, anche mediante un sostegno materiale, altrimenti si realizzerebbero forme di discriminazione sociale nei confronti delle minoranze. La rivendicazione di tali diritti è entrata nel dibattito politico odierno, ottenendo accoglienza in alcuni documenti internazionali e inserendosi in alcune legislazioni nazionali”.

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