Migranti: Scalabriniani, “clima sempre più discriminante”. Sì a “creazione ordinaria di canali umanitari”

È urgente “mettere in atto la buona pratica sostenuta in primis da forze ecclesiali, indicata di nuovo anche da Papa Francesco, della creazione ordinaria di canali umanitari”. È l’appello lanciato dai Missionari Scalabriniani all’indomani del naufragio di un barcone al largo della Turchia nel quale hanno perso la vita cinque bambini e quattro donne. Le vie attuali, sottolineano, “sono ancora insufficienti se si pensa alle migliaia di persone bloccate in luoghi concreti e segnati da violenze e guerra civile appena dall’altra parte del Mediterraneo, dove i diritti umani sono violati in maniera grave e continuativa”. “Buona parte della classe politica non sta dando un buon esempio anche in questa occasione, come già in passato, purtroppo”, lamenta p. Claudio Gnesotto, presidente della Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS Onlus), che evidenzia come “la tattica securitaria, se ha ridotto gli arrivi in Italia, non ha però diminuito il tasso delle morti che pesano sulla coscienza di chi ci ha condotto in questo stallo contrassegnato da mille promesse fatte, e pochissime mantenute”. “L’attualità ci offre occasioni costanti di dimostrarci esseri umani capaci di sentimenti profondi di partecipazione emotiva verso i drammi di altre persone, quanto più nel caso di bambini, ma anche di compiere gesti conseguenti di prossimità, sicuramente controcorrente visto il clima sociale sempre più discriminante che respiriamo in Italia e in Europa”, afferma ancora p. Gnesotto ricordando che “essere umani vuol dire essere capaci di rischiare l’incontro, senza se e senza ma”.

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