Colombia: mons. Urbina (presidente vescovi), “non tutto è perduto”

“Non tutto è perduto per la Colombia”. Lo ha detto ieri il presidente della Conferenza episcopale colombiana (Cec), mons. Oscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, che ha presieduto la messa nella Giornata della Riconciliazione, istituita dopo la visita di Papa Francesco in Colombia nella festività dell’esaltazione della Santa Croce e nell’anniversario del massacro di Boyayá, uno dei più gravi nella lunga storia della violenza colombiana. Mons. Urbina non ha negato il “cupo panorama” per quanto riguarda gli aspetti sociali del Paese, nel quale continuano le aggressioni e le violenze contro minori, donne e anziani. Tuttavia “c’è ancora speranza per tutti, sia per i promotori di violenza che per le vittime”. La croce dà un messaggio “di libertà, guarigione, redenzione, liberazione, riconciliazione e vita fraterna, che tra origine da un’autentica cultura dell’incontro nelle nostre famiglie, che anche oggi sono colpite dalla piaga della violenza intrafamiliare”. Il presidente della Cec ha poi esortato le famiglie e la società a non farsi rendere schiavi dall’odio e dall’indifferenza “che stanno sommergendo i bambini e i giovani nel consumo della droga, nel suicidio e nella violenza”. E a prendere forza dalla fede, “per far rinascere le nostre vite”.

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