Pedofilia: Albano (Garante infanzia), “mettere fine alle violenze, rafforzare prevenzione e contrasto. Serve una strategia generale”

“Adulti che approfittano dei più piccoli, ne abusano e li maltrattano. Talvolta fino a ucciderli. E chi, pur sapendo, tace. Violenze di ogni genere sull’infanzia, anche quando è costretta ad assistere a quelle tra adulti. Non si può restare indifferenti. In casa e fuori”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, in vista della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia di domenica 5 maggio, istituita per legge dieci anni fa. “Violenza e abuso ai danni di bambini e ragazzi sono un fenomeno tanto grave quanto complesso e, va detto, in larga parte sommerso. E non si tratta solo di quello, gravissimo, della pedofilia”, prosegue la Garante, per la quale “bisogna rafforzare prevenzione e contrasto e adottare una strategia generale di intervento, da porre in campo anche sulla scorta delle raccomandazioni che il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha rivolto all’Italia a febbraio”. “Manca una classificazione chiara delle forme di violenza sui minorenni e un sistema nazionale per monitorare e raccogliere i dati”, denuncia l’Agia: “Serve per prevenire e per contrastare gli abusi in modo mirato. Lo abbiamo già chiesto e abbiamo anche avanzato una proposta operativa su come realizzarlo. Nell’attesa che venga attuato abbiamo avviato una raccolta dati insieme a Terre des Hommes e Cismai”. Albano chiede anche di investire nella costruzione di una cittadinanza attiva e solidale: “Ognuno deve sentirsi responsabile in prima persona del benessere dei più piccoli: siamo tutti in qualche modo garanti dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Solo così si possono abbattere quei silenzi che spesso circondano situazioni di violenza”. Proprio in quest’ottica l’Autorità garante ha diffuso, traducendone i sottotitoli in italiano, la campagna del Consiglio d’Europa “Start to talk” che invita gli adulti ad attivarsi per segnalare casi di abuso. “I bambini – conclude Albano – devono poter trovare un adulto di cui fidarsi e al quale raccontare cosa li mette a disagio”.

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