Editoria: Giulietti (Fnsi), “no a leggi per chiudere la voce delle differenze”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Nel mondo della comunicazione, libertà è aggiungere voci”. Lo ha ribadito questa sera Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), che ha voluto prendere posizione contro “le leggi per chiudere le voci delle differenze”. “Ci sono molti modi per colpire i cronisti”, ha detto Giulietti che ha annoverato tra questi “i provvedimenti di legge che chiudono Radio Radicale, ma anche Avvenire, il Manifesto e i giornali diocesani”. Intervenendo alla presentazione della Carta di Assisi, il primo manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre, il presidente della Fnsi ha invitato a “non chiudere gli occhi” davanti al fatto che “il nostro Paese è stato scelto come piattaforma internazionale da Steve Bannon, un progetto dietro al quale ci sono le industrie di armi, del commercio di persone, dell’utilizzo dei popoli a servizio dei poteri”. Il presidente della Fnsi ha quindi voluto ricordare Silvia Romano, la cooperante italiana ancora in mano ai sequestratori che è stata presa di mira “per aver scelto di aiutare persone con la pelle dal colore diverso”, ma anche tutti coloro che “attendono giustizia” come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, assassinati a Mogadiscio e il cui caso rischia l’archiviazione, Giulio Regeni, padre Paolo Dall’Oglio, Andrea Rocchelli, il fotoreporter ucciso cinque anni fa in Ucraina.

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