Corridoi umanitari: Impagliazzo (Sant’Egidio), “un canale che dà sicurezza ai migranti e ai cittadini”

foto SIR/Marco Calvarese

Il rinnovo del protocollo dei corridoi umanitari “è importante perché da 500 degli scorsi due anni siamo passati a 600 e perché la forza dell’esperienza è l’integrazione nelle famiglie, parrocchie e comunità”: lo ha affermato oggi pomeriggio Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, subito dopo la firma al Viminale con i rappresentanti del ministero degli Interni e del ministero degli Esteri. Anche il nuovo protocollo è a completo carico della Cei e finanziato inoltre da una raccolta fondi della Sant’Egidio.
“I corridoi umanitari sono un progetto nato in Italia che ha avuto successo in altri Paesi europei – ha detto Impagliazzo –, che ha funzionato ed è un canale legale che dà sicurezza a chi viaggia, perché li toglie dalle mani dei trafficanti, e ai nostri concittadini, preoccupati per il fenomeno migratorio, che hanno però mostrato grande capacità di integrazione”. Le persone arrivate in questi anni, sia dal Libano che dall’Etiopia, “sono perfettamente integrati nel nostro Paese. I corridoi umanitari dimostrano la capacità degli italiani di mostrare umanità operosa nei confronti di persone in fuga dalla guerra, ma anche di integrare. Esprimo molta gioia e soddisfazione e un grande ringraziamento ai ministeri, che hanno lavorato con grande competenza”.

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