Corridoi umanitari: Forti (Caritas), “al via secondo protocollo anche dal Niger, primi arrivi tra luglio e ottobre, 47 diocesi coinvolte”

“I primi arrivi potrebbero essere tra luglio e ottobre 2019 ma il protocollo dura due anni e ci vuole tempo per organizzare le partenze. È il secondo corridoio umanitario, una nuova prospettiva che si apre, con profughi molto vulnerabili che verranno anche dai campi in Niger, non solo da Etiopia e Giordania. Tanta gente in Niger ha bisogno di protezione umanitaria. L’Europa più volte ha dichiarato di voler aiutare quelli che dalla Libia sono stati spostati in Niger. Poter alleggerire anche quel Paese è un bel segnale”. Così Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio immigrazione di Caritas italiana, anticipa al Sir alcuni particolari del nuovo protocollo per l’arrivo, in due anni, di 600 richiedenti asilo da Etiopia, Giordania e Niger. Sarà firmato oggi pomeriggio al Viminale da mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, e mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, e dai rappresentanti del ministero degli Interni e del ministero degli Esteri. Si tratta di un progetto totalmente finanziato dall’otto per mille della Chiesa cattolica e da una raccolta fondi della Comunità Sant’Egidio: i 600 richiedenti asilo verranno ripartiti in 47 diocesi di 18 Regioni italiane, coinvolgendo centinaia di Comuni. Sono le stesse comunità che hanno già accolto i 498 profughi dei precedenti corridoi umanitari dall’Etiopia. “Auspichiamo che altre diocesi si renderanno disponibili all’accoglienza – precisa Forti -, abbiamo i nostri tutor pronti a verificare se ci sono le condizioni per una accoglienza ottimale. Vogliamo fare grandissima attenzione alla qualità della mediazione culturale e alle condizioni socio-ambientali che permettano una buona integrazione, per ridurre al minimo i problemi”. “In seguito al buon esito del primo protocollo – prosegue Forti – abbiamo fatto richiesta per un secondo. Bisogna riconoscere al governo che, almeno sul tema dei corridoi umanitari, dimostra attenzione e sensibilità”.

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