Diagnosi prenatale: coniugi Sergio (“il Cuore in una Goccia”), “così abbiamo detto ‘no’ a un feticidio selettivo”

“Amore, accoglienza, dedizione, professionalità e comprensione ci hanno guidati e accompagnati durante tutto il percorso e durante gli interventi. Avevamo tanta paura, ma il cuore e le preghiere di questi medici, prima ‘persone’, e poi ‘professionisti’, ci hanno dato tanta forza”. Lo ha raccontato Simona Sergio con il marito Paolo, referenti della Fondazione “il Cuore in una Goccia”, intervenendo al convegno internazionale “Yes To Life!”, organizzato a Roma dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Da una sua gravidanza trigemina spontanea sono nati Angelo e Giovanni, gemelli monocoriali. Angelo è il gemello operato in grembo a seguito di una diagnosi prenatale di megavescica. “Ci siamo recati in uno studio diagnostico dove responsabile è un medico specialista delle gravidanze gemellari – ha ricordato la donna -. Purtroppo lì ci è stata confermata la diagnosi di megavescica per uno dei nostri bimbi ma, ancor peggio, ci è stato consigliato di effettuare un feticidio selettivo per il bimbo con la patologia”. Certi che “non avremmo mai e poi mai accettato di togliere la vita a uno dei nostri bimbi”, la coppia si è recata al Gemelli dove l’equipe del ginecologo Giuseppe Noia ha effettuato la cistocentesi. “Il professor Noia attraverso il mio grembo anestetizzava il nostro bimbo. A quell’epoca il bimbo già percepiva dolore. Poi drenava la sua vescica affinché le super dimensioni di quest’ultima, che conteneva molta più urina del normale, non compromettessero lo sviluppo di organi importanti come cuore e polmoni”. “Giovanni e Angelo ora hanno 4 anni – hanno concluso i coniugi Sergio – e tutti i loro sorrisi ci ricompensano e sfuocano i brutti ricordi, legati alle paure umane, dandoci la certezza di aver fatto la scelta giusta”.

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