Joaquin Navarro Valls: p. Benedettini, “era un grande uomo, aveva fiducia nei suoi collaboratori”

“Era duro, bisognava lavorare: però aveva questa capacità di farti sentire importante, quindi si lavorava con un certo entusiasmo, ti faceva capire che c’era una causa superiore”. È il ritratto di Joaquin Navarro Valls fatto da padre Ciro Benedettini, suo vicedirettore in sala stampa vaticana per 11 anni. “Aveva fiducia nei suoi collaboratori”, ha ricordato il religioso, durante la conferenza stampa di presentazione, in sala stampa vaticana, del libro “El Portavoz”, curato da Rafael Navarro Valls. “Durante il Giubileo e nel periodo della malattia, della morte e del conclave di Giovanni Paolo II sono state organizzate cose incredibili”, ha proseguito Benedettini: “Lui dava un impulso, e spesso non andava nemmeno a controllare. Avevamo questo senso di lavorare quasi per la storia”. “Quando Rafael mi ha telefonato per dare il mio contributo al libro, stavo per rispondergli di no. Ero stato appena nominato consultore generale della mia Congregazione e dovevo cominciare le visite canoniche in una sessantina di conventi tra Francia, Terra Santa e Bulgaria. L’ho scritto con una certa fretta. Era un grande uomo, conoscevo di lui anche qualche aspetto meno felice. Mi sono permesso di accennare qualche cosa un pò meno felice, che arricchisce la personalità di Navarro”. “Il nostro era un rapporto di lavoro, non sacerdote-fedele. Ho imparato moltissimo da lui. Allora, il vicedirettore della sala stampa vaticana era il capo del personale. Dietro un grande uomo c’era una grande squadra: i collaboratori”, ha concluso il relatore.

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