Salvini e il rosario al comizio: Comunità Rut, “basta gesti ipocriti, l’unico segno religioso che ti è concesso mostrare è il ‘grembiule del servizio'”

“Basta gesti ipocriti e parole menzognere usate per la scalata al potere e per la vanagloria!”: indignate di questo comportamento, le Suore Orsoline della “Comunità di Rut” di Caserta scrivono una lettera aperta al ministro dell’Interno Matteo Salvini nella quale spiegano: “‘Non ti è lecito’ questo abuso e tale strumentalizzazione… La fede è un’altra cosa… e i gesti religiosi che l’accompagnano sono inequivocabilmente sotto il segno del servizio, della solidarietà, del dono di sé, sull’esempio di Gesù che è venuto “affinché tutti (TUTTI) abbiano vita e questa in abbondanza”.
Nel Vangelo, precisano le religiose, “non troviamo mai che Gesù ‘sbandieri’ segni religiosi, l’unico segno usato, o meglio indossato, è stato il ‘grembiule’, per poi inginocchiarsi (e non salire sul trono) a lavare i piedi ai suoi discepoli chiedendo loro (e oggi a tutti noi) di fare altrettanto”.
“Caro ministro Salvini, anche tu, come i politici che sono oggi al potere, hai ricevuto un dono speciale – affermano le suore -, il ‘grembiule del servizio’, l’unico segno religioso che ti è concesso di mostrare, dopo averlo indossato. Indossare il grembiule del servizio ti ricorda che l’autorità che ti è stata concessa attraverso il voto (17%), deve essere da te interpretata come servizio e non come esercizio di potere”.
“Questo grembiule del servizio ti ricorda che sei chiamato a tenerti lontano da sottili e invitanti logiche di potere, di spartizioni, anche della ‘tunica degli ultimi’, ma di ‘fare strada ai poveri senza farti strada’”, dicono le Orsoline ricordando don Milani. E ancora: “Questo grembiule del servizio ti ricorda che devi impegnarti e lottare per debellare quel ‘vassallaggio clientelare’ che è il vero bubbone maligno delle nostre strutture; non si ruba solo quando si ricava profitto dalla merce, si ruba anche quando si ricava potere sulle coscienze”.
Le Sorelle della Comunità di Rut ammoniscono: “Questo grembiule del servizio ti ricorda che sei chiamato a privilegiare l’eloquenza dei fatti alle chiacchiere per la trasformazione del nostro Paese, delle nostre città rendendole uno spazio di umanità, uno spazio aperto alla ‘convivialità delle differenze’”. E concludono: “Questo grembiule del servizio ti ricorda che il nostro Paese ha urgente necessità di alimentare la fiducia e non le ‘paure’, di ritrovare i valori della solidarietà, della fraternità e non di creare i ‘nemici’; ti ricorda che sei chiamato ad aprire cammini di vita e di speranza per tutte e per tutti”.

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