Seminaristi: don Pizzoli (Missio), “va valorizzata la dimensione missionaria nei seminari”

Al Convegno missionario nazionale dei seminaristi dal titolo “La grande e sublime missione”, in corso a Firenze presso il Seminario arcivescovile maggiore da oggi a domenica, i 180 partecipanti provenienti dalle diverse regioni d’Italia sono stati accolti dal benvenuto di don Giuseppe Pizzoli, direttore di Missio (organismo pastorale della Cei) che ha organizzato l’evento. Come responsabile della fondazione che ha lo scopo di animare alla missionarietà tutta la Chiesa italiana, don Pizzoli – alla sua prima presenza come direttore – ha subito ricordato di quando, da seminarista, partecipò in prima persona al Convegno missionario nazionale: “Era il 1979 e si celebrava la 23esima edizione: ero al primo anno e fu un’occasione per motivarmi a diventare animatore missionario nel mio Seminario”. Ma fare parte del Gamis, cioè del Gruppo di animazione missionaria in Seminario, non è l’unico motivo di partecipazione al convegno missionario nazionale. “Presto – ha continuato don Pizzoli, rivolgendosi ai seminaristi presenti – sarete sacerdoti a servizio delle vostre diocesi, ma anche della missione universale della Chiesa. Ecco perché va valorizzata la dimensione missionaria nei Seminari. Che questi giorni servano per rinverdire questa specifica formazione”. Il direttore di Missio ha poi attinto dalla propria esperienza di sacerdote, parroco nella sua diocesi di Verona e poi fidei donum, prima in Brasile e successivamente in Guinea Bissau (dopo essere rientrato per alcuni anni in Italia): “Dopo nove anni di esperienza in parrocchia, sono partito per la missione in Brasile: qui ho dovuto rinascere da zero, come un neonato: ascoltavo ma non capivo, volevo parlare ma non riuscivo ad esprimermi, ho dovuto ripartire da zero, mettendomi totalmente in gioco. E’ un’esperienza che augurio a ciascuno di voi”, perché benefica per le diocesi che inviano e per la Chiesa intera.

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