Seminaristi: don Biondi (Missio Consacrati), “la vocazione alla missione è la vocazione di ogni santo sacerdote”

“Da quando è stata pubblicata la Maximum Illud, la missione è cambiata. In questo Convegno nazionale vogliamo renderci conto di quanto lo Spirito Santo sia protagonista della missione”. Ha aperto così il suo intervento don Ciro Biondi, segretario nazionale della Pontificia Unione Missionaria (Pum) e responsabile di Missio Consacrati, settore della Fondazione Missio che ha organizzato il Convegno missionario nazionale dei seminaristi, in corso presso il Seminario arcivescovile maggiore di Firenze da oggi a domenica. Il 2019 segna il centenario della lettera apostolica Maximum Illud di Benedetto XV, considerata la magna charta dell’attività missionaria della Chiesa in epoca contemporanea. “Non tutti sanno – ha spiegato don Biondi, per anni missionario in Cina, Birmania e Papua Nuova Guinea – che il protagonismo dello Spirito Santo nell’evangelizzazione ha trovato espliciti riferimenti nel Magistero grazie al terreno preparato dal contributo del Beato padre Paolo Manna”, fondatore nel 1916 dell’Unione Missionaria del Clero, poi Pontificia Unione Missionaria. “Ritengo che la Maximun Illud – ha proseguito il sacerdote – sia anche frutto del pensiero di Manna, essendo stato proprio lui il primo a parlare del protagonismo dello Spirito Santo nell’azione missionaria. Ed è da qui che Benedetto XV prende lo spunto per la nuova lettera apostolica”.
Il Beato Paolo Manna è stato definito “un’anima di fuoco”, un esempio di missionario “che accende l’amore di Dio ovunque venga inviato”.
Don Biondi ha esortato i 180 seminaristi presenti a comprendere che “la vocazione alla missione non ha niente di veramente speciale: essa è essenzialmente la vocazione di ogni santo sacerdote”, riprendendo le parole di Manna. A ciascuno sacerdote è chiesto di essere santo, ricordandosi che “la santità la dà lo Spirito Santo”, ha poi concluso don Biondi.

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