Nave carica armi a Genova: associazioni ecclesiali, “impedire l’attracco al porto”

“Con le nostre associazioni chiediamo con forza che le Autorità locali competenti si adoperino con ogni mezzo per impedire l’attracco della nave in porto ed evitare, così, un atto ingiusto che violerebbe la Costituzione, i trattati internazionali e le nostre leggi”. Lo scrivono in un comunicato congiunto numerose associazioni ecclesiali, genovesi e liguri, prendendo posizione contro l’attracco nel porto di Genova “della nave Bahri Yanbu con a bordo un carico di armi destinato all’Arabia Saudita, con il serio rischio dell’utilizzo di queste nella terribile guerra in corso contro lo Yemen”. Per i firmatari dell’appello, “il porto della città non deve essere aperto per l’imbarco di armi destinate a uccidere vite umane innocenti; l’anima aperta di Genova, già ferita da tanta sfortuna, non deve essere costretta a tollerare questa complicità con la morte”. Al momento, sono più di 15 le associazioni che hanno firmato l’appello. Tra queste: Arena Petri, l’Opera Salesiana Don Bosco Sampierdarena, Centro Italiano Femminile – Cif Liguria, le Acli della Liguria, di Savona, Noi siamo chiesa e la Comunità di San Benedetto. “Chiudiamo il porto alle armi e apriamo la città alla Pace”, è il loro slogan. Le associazioni chiedono l’adesione del Consiglio comunale alla “mozione di Assisi”, con cui tante città italiane stanno chiedendo al governo e al Parlamento di interrompere la vendita di armi utilizzate nella guerra in Yemen.

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