Germania: mons. Schick (Bamberga), “preghiera per fratelli e sorelle nella fede oppressi nella Repubblica popolare cinese”

“Le persone in Cina devono sapere che i cristiani di tutto il mondo stanno mostrando solidarietà con loro, così come loro pregano per le persone in tutto il mondo”. È il presidente della Commissione per la Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), l’arcivescovo Ludwig Schick (Bamberga), a esortare i cattolici in Germania all’attenzione verso i cristiani in Cina, rispondendo all’invito di Papa Francesco alla giornata di preghiera per i cattolici cinesi (24 maggio). In quel giorno infatti, spiega una nota della Dbk, si svolge il tradizionale pellegrinaggio a Sheshan, il più grande santuario della Cina e dal 2007, per volontà di Papa Benedetto XVI, la Chiesa cattolica celebra la giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Ricordando “l’accordo provvisorio” del 22 settembre 2018 tra la Santa Sede e la Repubblica popolare cinese, l’arcivescovo Schick usa parole di sostegno per un passo che “per la prima volta in assoluto” ha fatto sì che “oggi tutti i vescovi della Cina siano in comunione con il vescovo di Roma”. “Tuttavia, la situazione dei cristiani in Cina continua a essere difficile”, spiega ancora mons. Schick: pressioni sono esercitate dalle autorità statali sui cristiani perché si iscrivano all’Associazione patriottica; l’incertezza avvolge il destino dei vescovi e dei sacerdoti imprigionati o agli arresti domiciliari; “severe norme ancora in vigore” limitano fortemente la libertà di culto. Proprio per questo, secondo l’arcivescovo tedesco, è necessario “rivolgere la nostra attenzione e la nostra preghiera ai fratelli e sorelle nella fede oppressi nella Repubblica popolare cinese”.

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