Ebrei e cattolici: dichiarazione finale del “Catholic Jewish Liaison Committee”, migrazione è “catastrofe mondiale”. Ong continuino a “fornire assistenza”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Una “catastrofe mondiale” di fronte alla quale le comunità ebraiche e cattoliche non rimangono indifferenti ma scendono in campo “ciascuna con risorse, professionalità e creatività per affrontare questa massiccia crisi umanitaria”. Così ebrei e cattolici definiscono le sfide delle grandi migrazioni nella Dichiarazione comune che è stata diffusa al termine del 24° incontro dell’International Catholic Jewish Liaison Committee (Ilc) dedicato al tema “Popoli, idee e confini in movimento”.
La sessione di apertura si è tenuta lunedì scorso, presso il Palazzo della Cancelleria, ed era presente anche il premier italiano Giuseppe Conte, il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, e la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni.
“Le nostre comunità – si legge nella Dichiarazione che è stata diffusa oggi dagli organizzatori – sono sfidate dal grande fenomeno delle grandi migrazioni di persone che si spostano da un luogo all’altro. Siamo anche sfidati dalle ideologie, dalle ostilità e dalle politiche che accompagnano questa catastrofe mondiale”. Ebrei e cattolici riconoscono “le scelte difficili e spesso dolorose che i responsabili politici, le istituzioni di servizio sociale e la leadership religiosa devono fare quotidianamente” ma riguardo all’operato delle ong sono chiari: “A volte il settore delle ong è in grado di collaborare con agenzie e dipartimenti governativi in modo che i servizi siano efficaci e sia sviluppata una strategia a lungo termine. In molti altri casi, però, il settore delle ong, dove spesso sono rappresentante le nostre due tradizioni di fede, deve operare in contrasto con le politiche e le pratiche del governo per fornire assistenza umana e responsabile”. E aggiungono: “La realtà cruda della crescente sfida dei popoli in movimento, oltre i confini e persino all’interno degli Stati nazionali, dimostra che i nostri sforzi devono espandersi e continuare anche in futuro”. I partecipanti all’incontro hanno quindi ribadito la volontà di trovare modi sempre nuovi e continui per affrontare le sfide delle migrazioni “a livello locale, nazionale e internazionale”. I partecipanti all’incontro hanno anche affrontato il tema dei crescenti fenomeni di antisemitismo e persecuzione dei cristiani alla luce dei tragici attacchi, anche recenti, contro le comunità religiose in “troppi luoghi del mondo”. Di queste sfide ne ha parlato anche Papa Francesco incontrando ieri i partecipanti. Nella Dichiarazione si afferma che “i leader delle nostre due tradizioni religiose sono ben consapevoli che i nostri fedeli sono spesso vittime e che la sfida della libertà religiosa è crescente in tutto il mondo”.

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