Carceri: Antigone, diminuiscono detenuti stranieri, -1.000 in 10 anni. Reati in calo ma condanne in media più lunghe rispetto a Europa

In Italia cresce il numero dei detenuti (60.439 al 30 aprile di quest’anno) ma diminuisce in numeri assoluti e in percentuale quello degli stranieri in carcere, a conferma che non esiste alcun connubio immigrazione-criminalità. È quanto emerge dal XV Rapporto sulle condizioni di detenzione dell’associazione Antigone, intitolato “Il carcere secondo la Costituzione” e presentato oggi a Roma. Negli ultimi dieci anni, rivela l’indagine, sono diminuiti di oltre 1.000 unità i detenuti non italiani nelle carceri. Gli stranieri erano il 34,27% al 31 dicembre 2017, il 33,9% al 31 dicembre 2018 e sono attualmente il 33,6%. Se nel 2003 su ogni cento stranieri residenti regolarmente in Italia l’1,16% degli stessi finiva in carcere, oggi la percentuale è scesa allo 0,36% (considerando anche gli irregolari). “Un calo – ha spiegato il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella – che riguarda in particolare le comunità, come quella rumena, che negli ultimi anni hanno avuto un processo di integrazione maggiore nel nostro Paese, attraverso anche i ricongiungimenti familiari, a testimoniare che il patto di inclusione paga anche dal punto di vista della sicurezza”. Altro aspetto evidenziato nel rapporto è come il crescere del numero dei detenuti presenti negli istituti di pena italiani corrisponda a una diminuzione dei reati, in costante calo negli ultimi anni. “In questo rapporto inverso – ha chiarito il presidente di Antigone – può essere letta la tentazione, emersa negli ultimi anni, di un ritorno ad un primitivo significato di pena racchiusa nello slogan da più parti agitato ‘devono marcire in galera’, tagliando alla radice ogni illusione riformatrice o progressista, quella scolpita nell’articolo 27 della Costituzione italiana”. Notevole la differenza rilevata nell’entità delle condanne tra Italia ed Europa: il 17% di quelle comminate nel nostro Paese va dai 10 ai 20 anni, a fronte di una media europea dell’11%. Il 27% dei detenuti ha una pena compresa tra i 5 e 10 anni: 9 punti percentuali in più rispetto alla media europea che è del 18%.

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