Africa-Europa: Venturi (Iai), “aiuto allo sviluppo sia destinato a sradicare la povertà non per altri obiettivi”

“La cooperazione e l’aiuto allo sviluppo dall’Europa all’Africa è davvero rivolta a sradicare la povertà o ha altri obiettivi?”: questa la domanda di fondo posta da Bernardo Venturi, dell’Istituto affari internazionali (Iai), intervenuto oggi a Roma alla tavola rotonda organizzata da Amref intitolata “Africa/Europa: due continenti, un futuro. Sfide comuni e questioni aperte alle soglie delle elezioni europee”. Un incontro rivolto anche ai rappresentanti di diversi schieramenti che scenderanno in campo per le prossime elezioni europee, visto che molte Ong ricevono finanziamenti dall’Unione europa (tra il 40 e il 70% dei rispettivi budget, secondo Venturi). L’esperto ha ricordato che l’obiettivo primario della cooperazione internazionale è lo sradicamento della povertà, che però “a volte si perde di vista nelle pratiche”. Lo dimostrano i dati citati: “Il 43% degli aiuti allo sviluppo europei vanno a Paesi a medio reddito, il 27% va ai Paesi a basso reddito e solo il 20% all’Africa subsahariana”. Il dato più eclatante è che “meno del 20% è destinato a sanità, educazione e sviluppo”. Anche scorrendo la lista dei Paesi principali beneficiari degli aiuti europei “al primo posto c’è la Turchia, per il contenimento dei flussi migratori e solo all’ottavo posto troviamo il Mali, poi la Repubblica democratica del Congo”. “Sono dati su cui riflettere – ha affermato -. I partiti, in vista delle elezioni, devono tenere un focus chiaro sull’obiettivo primario della cooperazione allo sviluppo”. Anche perché in questo periodo sono in corso le negoziazioni per il budget Ue per i prossimi 7 anni e “nel paniere c’è un 10% destinato allo sradicamento delle cause delle migrazioni”. “L’Italia spinge per elevare questa percentuale al 20% – ha precisato Venturi – ma c’è poca chiarezza e una sovrapposizione con il controllo delle frontiere”. Il tema dell’aiuto allo sviluppo dell’Africa, quindi, “rimarrà centrale se e quanto verranno finanziati i Paesi a basso reddito”. Inoltre, ha puntualizzato, “non ha senso vincolare gli aiuti ad accordi commerciali con i Paesi, l’Europa deve dimostrare solidarietà e gratuita perché è fondata su questi valori”. All’incontro sono stati invitati rappresentanti dei diversi schieramenti ma molti non erano presenti.

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