Papa Francesco: udienza, “non c’è nessuno che possa dire di essere esente dal male”, “tutti sappiamo cosa è la tentazione”

foto SIR/Marco Calvarese

“Non c’è nessuno in mezzo a noi che possa dire di essere esente dal male, o di non esserne almeno tentato”. È il monito del Papa, che nell’udienza di oggi, dedicata alla settima domanda del Padre Nostro – “ma liberaci dal male” – ha ricordato, a braccio, che “tutti noi sappiamo cosa è il male, tutti noi sappiamo cosa è la tentazione. Tutti noi abbiamo sperimentato sulla propria carne la tentazione. In qualsiasi peccato, il tentatore – che ci dice: ‘fa questo, pensa questo, va per quella strada’ – ci spinge al male”. “L’ultimo grido del Padre nostro – ha commentato Francesco – è scagliato contro questo male ‘dalle larghe falde’, che tiene sotto il suo ombrello le esperienze più diverse: i lutti dell’uomo, il dolore innocente, la schiavitù, la strumentalizzazione dell’altro, il pianto dei bambini innocenti”. “Tutti questi eventi protestano nel cuore dell’uomo e diventano voce nell’ultima parola della preghiera di Gesù”, ha proseguito il Papa citando i racconti della Passione, dove “alcune espressioni del Padre nostro trovano la loro eco più impressionante: ‘Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu'”. “Gesù sperimenta per intero la trafittura del male”, ha puntualizzato Francesco: “Non solo la morte, ma la morte di croce. Non solo la solitudine, ma anche il disprezzo, l’umiliazione. Non solo il malanimo, ma anche la crudeltà, l’accanimento contro di lui”.

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