Papa Francesco: udienza, “l’uomo sogna l’amore e il bene, ma poi espone continuamente al male se stesso e i suoi simili”

foto SIR/Marco Calvarese

“Ecco che cos’è l’uomo: un essere votato alla vita, che sogna l’amore e il bene, ma che poi espone continuamente al male sé stesso e i suoi simili, al punto che possiamo essere tentati di disperare dell’uomo”. È ritratto dell’ultima parte dell’udienza di oggi, dedicata alla settima invocazione del Padre nostro, che “assomiglia a una sinfonia che chiede di compiersi in ciascuno di noi”, ha commentato il Papa. “Il cristiano sa quanto soggiogante sia il potere del male, e nello stesso tempo fa esperienza di quanto Gesù, che mai ha ceduto alle sue lusinghe, sia dalla nostra parte e venga in nostro aiuto”, il bilancio di Francesco: “Così la preghiera di Gesù ci lascia la più preziosa delle eredità: la presenza del Figlio di Dio che ci ha liberato dal male, lottando per convertirlo. Nell’ora del combattimento finale, a Pietro intima di riporre la spada nel fodero, al ladrone pentito assicura il paradiso, a tutti gli uomini che erano intorno, inconsapevoli della tragedia che si stava consumando, offre una parola di pace: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno'”. “Dal perdono di Gesù sulla croce scaturisce la pace”, ha ricordato il papa: “la vera pace viene da là, la pace è un dono che ci dà Gesù”, ha proseguito a braccio: “Il primo saluto del Risorto è ‘pace a voi’, pace alle vostre anime, ai vostri cuori, alle vostre vite. Il Signore ci dà la pace, ci là il perdono, ma noi dobbiamo chiedere: ‘liberaci dal male’. Lui è qui: che ci dà la forza per andare avanti e ci promette di liberarci dal male”.

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