Diritti minori: Zambello (Ord. ass. sociali Veneto), “favorire e progettare interventi socioeducativi”

“Manca nel Veneto da 10 anni un Piano regionale per l’età evolutiva che applichi quello nazionale. Noi chiediamo che sia rifinanziato con almeno 5 milioni di euro all’anno, necessari per favorire e progettare interventi socioeducativi nelle comunità locali e rinforzare una rete di aiuto alle famiglie e ai minori”. Lo ha affermato Mirella Zambello, presidente dell’ordine degli Assistenti sociali del Veneto, intervenuta al lancio del manifesto “Per i diritti alla crescita e alla cura e contro il maltrattamento dei minori” del Tavolo veneto “Un Welfare per i Minori”. Zambello ha puntualizzato come la priorità oggi sia anche solo quella di mantenere il lavoro quotidiano nei Comuni e nei Servizi, impoveriti di personale: “Molti studi confermano come gli interventi sulle famiglie vulnerabili nei primi mille giorni di vita del bambino riducano notevolmente i fattori di rischio: ma oggi la continua carenza di organico porta a lavorare in perenne emergenza. Implementare i servizi sociosanitari e educativi e intervenire in prevenzione è invece un investimento in prospettiva: un euro speso oggi porta un risparmio di nove domani”. “Il problema è che oggi mancano servizi che un tempo c’erano. Il sostegno alla genitorialità è un’esigenza, i bambini vanno seguiti con cure, riabilitazione, strumenti compensativi. Gli adolescenti devono essere aiutati prima che i problemi diventino disagi. Ma io, oggi, a chi li mando?”, si è chiesta Lorena Pisanello dell’Associazione italiana medici pediatri del Veneto: “La difficoltà o impossibilità ad accedere ai Servizi per l’età evolutiva territoriale ma anche a quelli specialistici ospedalieri complica il percorso di queste famiglie, negando così uno dei diritti fondamentali dei bambini”.

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