Carceri: Garante detenuti, visita non annunciata di quattro giorni alla casa circondariale di Poggioreale. Situazione critica per sovraffollamento in alcuni reparti

L’intero Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale – il presidente Mauro Palma e le due componente Daniela de Robert ed Emilia Rossi –, insieme a due componenti dell’Ufficio e un esperto legale, ha effettuato una visita di quattro giorni, come sempre non annunciata, nella casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, a Napoli. “La visita – si legge in un comunicato diffuso oggi – era finalizzata a verificare alcune specifiche situazioni, anche alla luce delle particolari condizioni di sovraffollamento dell’Istituto, che a fronte di una capienza regolamentare di 1.633 posti e di una capienza effettiva di 1.515 (116 posti non sono disponibili), ospitava il giorno della visita 2.363 persone. Particolarmente critica la situazione in alcuni reparti: la sezione circondariale a custodia aperta con 1.220 persone ristrette in 738 posti; la sezione circondariale ordinaria con 588 persone in 327 posti; la sezione protetti-riprovazione sociale a custodia aperta con 101 persone in 53 posti”.
Il Garante “apprezza lo sforzo di migliorare le condizioni materiali dei reparti, tuttavia a fianco a quelli ristrutturati, alcuni sono invece appena accettabili e altri del tutto inaccettabili. Così come permangono inammissibili le condizioni di lavoro, in particolare di chi opera nell’ufficio della matricola posto sotto il livello terra in un ambiente buio e insalubre, situazione che l’Amministrazione penitenziaria da tempo si è impegnata a risolvere”.
Rispetto ad alcune criticità molto forti che hanno segnato il passato dell’Istituto, per le quali, è in corso a Napoli un processo per episodi di maltrattamento, il Garante nazionale ha avuto modo di verificare “come nell’Istituto si stia instaurando un clima diverso, teso a interrompere ogni uso di violenza e qualsiasi comportamento non rispettoso della dignità e dei diritti delle persone private della libertà”.
Nel corso della visita a Poggioreale, il Garante nazionale ha riscontrato “gravi criticità e una certa difficoltà da parte dell’area sanitaria a raggiungere tutte le persone e a rispondere ai bisogni di una popolazione che spesso viene dalle fasce più marginali e quindi già deprivate anche sotto il profilo della salute”. A ciò “si aggiungono le condizioni materiali che coinvolgono anche le strutture sanitarie: il Servizio di assistenza intensificata (Sai) posto nel padiglione San Paolo ha bisogno di interventi di adeguamento, così come l’ambulatorio di primo soccorso. Il degrado dell’ambiente non deve spingere ad abbassare l’attenzione nei confronti dei pazienti”. Il Garante ricorda, infine, che “proprio i medici rappresentano in carcere un importante presidio per la prevenzione del rischio di maltrattamenti”.

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