Attentati Sri Lanka: il dolore dei leader delle Chiese cristiane. Wcc, “la violenza, l’odio, la morte non avranno l’ultima parola”

Leader delle Chiese cristiane tutti uniti oggi in solidarietà e profonda vicinanza con i cristiani dello Sri Lanka. Agli appelli di Papa Francesco, si sono uniti in queste ore anche i Patriarchi di Costantinopoli e Mosca, l’arcivescovo di Canterbury, il Consiglio mondiale delle Chiese. Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo esprime il suo profondo dolore per gli attentati terroristici compiuto in Sri Lanka nel giorno della Pasqua cattolica. Condanna “fermamente qualsiasi attacco terroristico e atto di odio, violenza e fondamentalismo, indipendentemente dalla sua fonte, e invita tutti a cooperare per costruire la coesistenza pacifica e la collaborazione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco”. Il Patriarca di Mosca Kirill ha inviato un messaggio di condoglianze al presidente della Repubblica dello Sri Lanka Maithripala Sirisene. “Sono profondamente scioccato”, scrive: “I terroristi hanno scelto come bersaglio dei loro attacchi non solo edifici residenziali e pubblici, ma anche Chiese cristiane in cui moltitudini di fedeli si sono riunite per le celebrazioni pasquali. Spero che l’autorità statale e gli organismi competenti dello Sri Lanka facciano tutto il possibile perché non solo agli esecutori ma anche agli organizzatori di questi sanguinosi crimini non si sottraggano alla responsabilità per le azioni malvagie che hanno commesso”. Sostegno al popolo dello Sri Lanka giunge anche dall’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, “mentre respingiamo ogni violenza, ogni odio e ogni divisione”. Il vescovo anglicano di Colombo Rt Rev Dhiloraj Canagasabey, membro del Comitato centrale del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), chiede un’indagine approfondita su questi incidenti al governo dello Sri Lanka, per “garantire la sicurezza dei luoghi di culto religioso e per impedire a individui o gruppi di non rispettare la legge provocando atti di intimidazione o violenza contro qualsiasi comunità o gruppo”. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Wcc, scrive in una nota: “Tali atti di violenza minano la sacralità della vita umana e costituiscono un sacrilegio in molti sensi. Anche se gridiamo contro questo sacrilegio, affermiamo risolutamente che la violenza non deve generare violenza. Nello spirito dell’amore di Cristo, in questo giorno di Pasqua, crediamo fermamente che la violenza, l’odio e la morte non avranno l’ultima parola”.

 

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