Pasqua: mons. Mogavero (Mazara del Vallo), “bisogno di trascendenza che nel sacro ha sicuramente una risposta sicura”

“Succede, talora, che un evento fortuito porti al centro dell’osservazione qualcosa che attira l’attenzione, ma per un tempo limitato e non sempre guardando alla vera realtà di ciò che si osserva”. Nel messaggio di Pasqua che mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, indirizza ai fedeli della sua diocesi, l’incendio della cattedrale di Notre Dame, “l’interesse così diffuso” che ha suscitato, “la commozione appassionata e la fattiva volontà di ricostruzione” diventa metafora di “un bisogno di trascendenza che nel sacro ha sicuramente una risposta sicura ed esauriente. Se così fosse – dice il presule -, il segnale sarebbe da raccogliere e da rilanciare, proprio perché controtendenza, a partire da un paese la Francia che ha fatto di una certa visione della laicità una bandiera issata con vanto e orgoglio”. Non troppo diverso è per la Pasqua: “Molti oggi non sanno neanche cosa significhi questo termine. Eppure tutti si avvalgono del carattere festoso di questi giorni e tutti si adeguano a certi riti, per niente liturgici, che ormai fanno parte delle relazioni sociali. Forse bisognerà attendere qualcosa che, come a Parigi, conferisca una nuova prospettiva a una festa che per i cristiani è decisamente la prima, la più centrale, l’unica necessaria. E allora – scrive mons. Mogavero – è naturale chiedersi se non sia proprio una responsabilità nostra la visione alienante della Pasqua, che privilegia il turismo, il banchetto, i dolci tradizionali, ma non si prende cura di annunciare, vivere e testimoniare la definitiva vittoria della vita sulla morte in Gesù Cristo, morto sepolto e risorto. L’augurio che faccio è, perciò, che come l’esplosione di vita ribaltò la pietra del sepolcro a Gerusalemme, così la carica di vita bella dei cristiani, risorti per grazia, dia una speranza nuova al nostro tempo, facendo trionfare la vita in tutte le realtà nelle quali essa continua a essere osteggiata, crocifissa e sepolta”.

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