Veglia pasquale: card. Bassetti, “più coraggio e coerenza” per “testimoniare la fede in questa società”

“Ci vuole coraggio per credere nel mistero della risurrezione. Entrare nel mistero vuol dire andare oltre le proprie sicurezze, oltre le pigrizie e l’indifferenza che ci frenano, e metterci alla ricerca della verità”. Lo ha detto l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa della Veglia di Pasqua, nella Notte Santa, in cattedrale a Perugia. Il porporato ha fatto riferimento a quel coraggio che richiede spesso Papa Francesco, perché, ha aggiunto Bassetti, “essere coraggiosi è la caratteristica del cristiano”. “Ci vuol coraggio a credere in Cristo. Ci vuol coraggio a dirsi cristiani, oggi. Ci vuol coraggio a testimoniare la fede in questa società: coscienza e coraggio! Invece tante volte ci mostriamo timidi, paurosi, religiosamente incerti, spesso ‘insignificanti come cristiani!'”. Ricordando che qualcuno ha definito la “nostra identità” come “fragile”, il porporato ha sottolineato che “ci vuole più coraggio, più coerenza”. Quindi, l’invito a “mettere più cuore, più passione, chiedendo al Risorto questo coraggio”. Soffermandosi sulla “Pasqua del cristiano”, l’arcivescovo ha ribadito l’importanza di avere “il coraggio della fede: allora, ogni tenebra potrà trasformarsi in luce, perché una nuova vita rinasce in noi e ci fa diventare ‘luce del mondo e sale della terra’”. Infine, un incoraggiamento a “crescere in umanità: nell’apertura verso gli altri, i deboli, i sofferenti, le persone sole, coloro che sono costretti a migrare, e tutti coloro che la società considera ‘scarti’”.

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