Pasqua: mons. Regattieri (Cesena-Sarsina), “far rinascere la fiducia verso l’altro che non è nemico ma terra sacra”

Se “dire Pasqua è dire rinascita”, cioè “ri-accogliere e re-incontrare una Persona: Cristo, risorto da morte, vivo in mezzo a noi”, la prima rinascita deve essere quella “della fiducia degli uni verso gli altri”. È l’augurio di mons. Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, per il quale questa è “la base di ogni pacifica convivenza civile”. “La fraternità, che non è solo un appello cristiano, costituisce un’esigenza di una società serena e non può non partire da un atteggiamento di rispetto e di fiducia verso l’altro, mai visto come ‘altro’ o peggio come antagonista o nemico, bensì, per usare un linguaggio a me consueto, quasi come ‘terra sacra’”, sottolinea mons. Regattieri nel Messaggio per la Pasqua. C’è poi, aggiunge, “la rinascita della voglia di unire, piuttosto che dividere, contrapporsi, estremizzare le proprie posizioni brandendo l’arma della condanna, del pregiudizio impedendo così il dialogo, il civile confronto e la reciproca stima”. La terza rinascita, spiega, “è quella che riguarda i valori dello spirito”. “La Pasqua cristiana faccia rinascere in tutti un rinnovato impegno, serio e concreto, a rimettere i valori dello spirito, come il silenzio, l’ascolto di Dio, la fede e la preghiera, la solidarietà verso chi soffre e gli ultimi, al loro giusto posto nella vita di ciascuno, ma anche nelle trame di progetti sociali e comunitari”, scrive mons. Regattieri ricordando che “la speranza è una virtù connaturale al cristiano” e che “un cristiano ‘disperato’ contraddice la sua identità”.

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