Pasqua: mons. Forte (Chieti-Vasto), no a “linguaggio che demonizza l’altro e istiga all’odio”

La Pasqua è “la celebrazione della vittoria della vita sulla morte e del trionfo dell’amore sull’odio, avvenuti in Cristo risorto” e questo messaggio è attualissimo “per noi oggi, in quest’Italia dove si va diffondendo un linguaggio di demonizzazione dell’altro e del diverso, che istiga perfino all’odio verso il più debole che bussa alle nostre porte, come hanno recentemente mostrato ad esempio gli eventi avvenuti nella zona di Torre Maura, alla periferia di Roma”. Lo scrive mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto che, nel suo Messaggio per la Pasqua, denuncia il “linguaggio grave, che sulla bocca di un Ministro giunge perfino a definire ‘pacchia’ l’azione di chi salva vite umane e accoglie migranti, quasi che si tratti di un business fatto sulla pelle dei poveri”. “Conoscendo l’opera di accoglienza di innumerevoli strutture ecclesiali e non solo”, mons. Forte ritiene “doveroso rifiutare nel modo più netto questa lettura e richiamare ai valori che ispirano e sostengono tantissime forme di accoglienza, motivate unicamente dalla generosità e spesso dal sacrificio personale di chi vi si impegna”. “Questi valori fondanti, costitutivi del patrimonio ideale espresso nella nostra Costituzione Repubblicana, ispirata come si sa al personalismo cristiano del Codice di Camaldoli, approvato da un gruppo di universitari cattolici nel luglio del 1943 – ricorda – si riassumono nel principio della dignità di ogni persona umana, del conseguente rispetto ad essa dovuto e degli impegni di solidarietà e di accoglienza che ne derivano”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori