Via Crucis: sesta stazione, bambini vittime di “trafficanti di carne umana” e “sfruttati sulle nostre strade”, come le giovani prostitute

“Pensiamo ai bambini, in varie parti del mondo, che non possono andare a scuola e che sono, invece, sfruttati nelle miniere, nei campi, nella pesca, venduti e comperati da trafficanti di carne umana, per trapianti di organi, nonché usati e sfruttati sulle nostre strade da molti, cristiani compresi, che hanno perso il senso della propria e altrui sacralità”. Sono i più piccoli, i protagonisti della sesta stazione: “Come una minorenne dal corpicino gracile, incontrata una notte a Roma, che uomini a bordo di auto lussuose facevano la fila per sfruttare. Eppure poteva avere l’età delle loro figlie…”, l’esempio scelto per parlare della piaga della prostituzione di cui cadono vittima molte giovani donne: “Quale squilibrio può creare questa violenza nella vita di tante giovani che sperimentano solo il sopruso, l’arroganza e l’indifferenza di chi, di notte e di giorno, le cerca, le usa, le sfrutta per poi buttarle nuovamente sulla strada in preda al prossimo mercante di vite!”, la denuncia. Suor Bonetti cita, inoltre, in questa meditazione “tutti quei bambini che, in molte parti del mondo, vivono nell’indigenza e nel degrado. Bimbi privati del diritto a un’infanzia felice, a un’educazione scolastica, all’innocenza. Creature usate come merce di poco valore, vendute e comperate a piacimento”.

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