Pasqua: mons. Moraglia (Venezia), essere “persone di speranza e di coraggio, capaci di vincere la paura e le insicurezze”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Vivere la Pasqua nel quotidiano chiede d’essere, innanzitutto, persone di speranza e di coraggio, capaci di vincere la paura e le insicurezze”: lo scrive il patriarca di Venezia Francesco Moraglia nel messaggio augurale per la Pasqua 2019, reso noto in queste ore e pubblicato anche sulla prima pagina del settimanale diocesano Gente Veneta.
“Credere alla risurrezione di Gesù – prosegue il patriarca – significa far sì che l’ultima parola non sia affidata agli uomini – alle loro menzogne, calunnie e ingiustizie – ma all’Amore e alla Verità che vengono dall’alto. Noi viviamo immersi nelle contraddizioni di un’umanità ‘già’ redenta ma ‘non ancora’ giunta alla piena salvezza, un’umanità alla ricerca di se stessa e che comunque, sia pure lentamente, si accorge come con le sue sole forze non possa venire a capo di questioni fondamentali come verità e giustizia e bene comune”. Secondo il presule, “lo dimostrano anche alcuni fatti che hanno riguardato direttamente il nostro territorio e che, forse, non si pensava potessero accadere e verificarsi tra noi con tale intensità e persistenza; mi riferisco, in particolare, a vicende e situazioni che hanno scoperchiato la presenza di un potere di tipo mafioso incline alla sopraffazione e alla violenza per raggiungere i propri interessi e diffuso al punto da potersi (o volersi) sostituire ai poteri legittimamente costituiti”. “Se il Maligno agisce, di solito, intimorendo e intimidendo, guardiamo allora in questa Pasqua ai tanti testimoni fedeli che, dai primi tempi della Chiesa fino ad oggi, con coraggio hanno saputo vincere la paura per dire e fare ciò che era – e noi aggiungiamo è – opportuno dire e fare per il bene di tutti, instaurando relazioni nuove e pacificate tra le persone, nella comunità dei credenti e nella società civile”, conclude mons. Moraglia.

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