Vita: Celam, convegno delle realtà che si occupano di post-aborto a Città del Messico

Rafforzare la comunione tra le realtà che si occupano delle persone che vivono le conseguenze dell’aborto e riflettere sulle necessità e le preoccupazioni legate a queste esperienze. Questi gli obiettivi del terzo Incontro latinoamericano e del Caribe per l’accompagnamento della pastorale post-aborto, svoltosi a Città del Messico dall’8 al 12 aprile, su iniziativa del Dipartimento famiglia, vita e gioventù del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), e coordinato dal segretario esecutivo del dipartimento, padre Antonio Velásquez. La speranza espressa durante l’incontro è che si vengano a creare le condizioni per facilitare e migliorare il servizio alle famiglie che soffrono la perdita di un figlio prima della nascita, pur essendo a favore della vita, e di coloro che per varie ragioni hanno invece optato per l’aborto. In questo caso, spesso è importante avviare un processo di “guarigione spirituale” e di orientare per evitare che una scelta di questo tipo torni a ripetersi.
Tra gli interventi al convegno quello di mons. José Herrera Quiñonez, vescovo di Nuevo Casas Grandes e responsabile della Dimensione Vita della Conferenza episcopale messicana. Il presule ha incentrato il suo intervento sull’esortazione Amoris Laetitia di Papa Francesco e sulla ricchezza della dimensione familiare, chiamata a essere la culla della difesa dei concepiti. Non sono mancate storie e testimonianze, che hanno portato i presenti a sottolineare l’importanza di restare vicini alle donne, che portano il peso di una scelta così drammatica e di non trascurare il ruolo degli uomini e il loro coinvolgimento pastorale, considerando che spesso sono loro a sostenere la spesa dell’aborto e a insistere con le proprie compagne per tale scelta.

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