Politica: nuovo libro di Sorge e Tintori, “Il populismo fa male al popolo”. Antidoti nel pensiero di Sturzo

(Milano) “Le elezioni europee saranno una buona occasione per arginare i rigurgiti nazionalisti, che nulla hanno a che spartire con l’orizzonte del bene comune e con lo stile di costruzione della storia dove le differenze tendono alla comunione. Le elezioni europee vanno affrontate con coraggio e fiducia, richiamando ogni cittadino alla responsabilità di partecipare al voto”. Chiara Tintori è coautrice, con padre Bartolomeo Sorge, del volume “Perché il populismo fa male al popolo” (Edizioni Terra Santa), che vedrà la luce giovedì 18 aprile. Intervistata dal Sir, analizza origini e profilo del fenomeno politico che sta attraversando il continente. “Si tratta di un fenomeno, indubbiamente complesso, che tende a contrapporre il popolo – definizione unitaria già di per sé ambigua e dai confini incerti – alle élite, e ad avere con il primo un rapporto diretto (di pancia e di piazza) anziché attraverso le istituzioni”. Ma perché il populismo, come voi affermate, farebbe male al popolo? “Perché è privo del senso dello Stato e uccide il bene comune, perché è nemico della cultura dell’incontro, perché sacrifica l’apparire all’essere, perché specula sulle paure e sui problemi delle persone, perché agli occhi del populismo l’altro diviene un nemico”.
In questo volume, “oltre a spiegare perché il populismo fa male al popolo, torniamo a una pacata e chiara comprensione delle dinamiche fondative della politica”, afferma Tintori. “Ci interessa uscire dalla retorica populista per riproporre l’attualità di un pensiero altro e alto di politica, per ridare ossigeno alla cultura democratica. Ecco perché proponiamo il popolarismo sturziano come antidoto al populismo”.

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