Didattica: Carenzio (Cremit) su progetto Depit, “una App ci può aiutare a progettare le lezioni”

Una App per progettare la didattica? Ora è possibile. È infatti nelle fasi finali un progetto internazionale, Depit (Depit.eu), che vede coinvolta l’Università Cattolica del Sacro Cuore con il Centro di ricerca Cremit. Se ne parlerà nell’ateneo milanese, il 7 e l’8 marzo. Per Alessandra Carenzio, ricercatrice di Didattica della Cattolica e in prima linea sul progetto: “L’applicazione, fruibile sia da tablet sia da pc, consente di progettare un modulo, una lezione o la singola attività rendendo espliciti tutti i passaggi: il tipo di compito richiesto (ad esempio una lettura, la visione di video, la ricerca in Rete), la difficoltà prevista dall’attività progettata, le risorse che vengono condivise con lo studente e su cui è chiamato a lavorare, gli obiettivi generali”. Depit si propone lo sviluppo di una metodologia didattica e di un applicativo – appunto la App omonima – immaginato proprio alla luce delle esigenze in primis dei docenti, ma non solo. “Rendere esplicita la progettazione – ribadisce Carenzio – diventa importante sia per il docente, spesso abituato a lavorare con il pilota automatico, sia per lo studente, che diventa più consapevole del percorso, delle logiche sottese all’apprendimento e delle scelte rispetto alle attività proposte in classe”. Nello studio sono coinvolti come partner insieme all’Università Cattolica di Milano: l’Università di Macerata, l’Associazione Aedeit, l’Università di Siviglia e il “Centro del Profesorado Sevilla” in Spagna, l’Associazione Rete Depit, il Consorzio Rete Crescendo, l’University College London in Inghilterra e l’Infofactory srl.

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