Papa in Marocco: incontro con i migranti, difendere “dignità dei migranti e dei rifugiati indipendentemente da status migratorio”. Prevenire “ogni discriminazione e sentimento xenofobo”

Proteggere vuol dire assicurare la difesa “dei diritti e della dignità dei migranti e dei rifugiati, indipendentemente dal loro status migratorio”. Lo ha spiegato il Papa, nell’incontro con i migranti a Rabat, penultimo appuntamento pubblico della prima giornata in Maroco. “La protezione va assicurata anzitutto lungo le vie migratorie, che sono spesso, purtroppo, teatri di violenza, sfruttamento e abusi di ogni genere”, l’indicazione di Francesco, che ha chiesto anche “una particolare attenzione ai migranti in situazione di grande vulnerabilità, ai numerosi minori non accompagnati e alle donne”. “È essenziale poter garantire a tutti un’assistenza medica, psicologica e sociale adeguata per ridare dignità a chi l’ha perduta lungo il cammino, come fanno con dedizione gli operatori di questa struttura”, l’appello di Francesco: “E tra voi, ce ne sono alcuni che possono testimoniare quanto sono importanti questi servizi di protezione, per dare speranza, per il tempo in cui sono ospitati nei Paesi che li hanno accolti”. “Promuovere significa assicurare a tutti, migranti e locali, la possibilità di trovare un ambiente sicuro dove realizzarsi integralmente”, ha proseguito il Papa, secondo il quale “tale promozione comincia col riconoscimento che nessuno è uno scarto umano, ma è portatore di una ricchezza personale, culturale e professionale che può recare molto valore là dove si trova”. “Le società di accoglienza ne saranno arricchite se sanno valorizzare al meglio il contributo dei migranti, prevenendo ogni tipo di discriminazione e ogni sentimento xenofobo”, ha assicurato Francesco: “L’apprendimento della lingua locale, come veicolo essenziale di comunicazione interculturale, sarà vivamente incoraggiato, così come ogni forma positiva di responsabilizzazione dei migranti verso la società che li accoglie, imparando a rispettarne le persone e i legami sociali, le leggi e la cultura, per offrire così un contributo rafforzato allo sviluppo umano integrale di tutti”. “Ma non dimentichiamo che la promozione umana dei migranti e delle loro famiglie inizia anche dalle comunità di origine, là dove dev’essere garantito, insieme al diritto di emigrare, anche quello di non essere costretti a emigrare, cioè il diritto di trovare in patria condizioni che permettano una vita degna”, l’altro appello del Papa.

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