Azzardo: Urriani (educatore), “recupero giocatore patologico parte dal perdono e dalla riscoperta di sé”

“Il giocatore patologico è un ‘bugiardo patologico’, sempre alla ricerca del rischio”: a parlare è Antonio Urriani, educatore all’interno della comunità “Terra promessa” dell’associazione “Casa famiglia Rosetta” di Caltanissetta, che porta la propria testimonianza al convegno sul contrasto al gioco d’azzardo in corso oggi a Roma. A livello numerico, “i giocatori d’azzardo patologici, che hanno bisogno di cure in strutture protette e mettono a rischio la propria vita e la salute della propria famiglia, nella città di Roma sono lo 0,2% della popolazione (quindi circa 4mila persone) e spendono per videolottery e slot 965 euro pro-capite e dunque oltre 2 miliardi e 700 milioni di euro usati per giocare”. Il piano terapeutico dell’associazione si concentra su un approccio di gruppo, “basato sull’incontro tra persone che tendenzialmente non riconoscono il proprio problema” spiega Urriani. Un ruolo particolare, nel percorso affianco al giocatore, è svolto dal ‘tutor’, di solito un familiare: “Il suo è un compito difficile, ma si basa sul perdono, obiettivo legato al recupero del ‘noi’ a livello familiare e alla riscoperta della persona”.

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