Papa in Marocco: Gisotti, accoglienza con datteri e latte di mandorla. “Bagno di folla” del re e del Papa in due macchine affiancate. Dialogo e migranti i temi

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Una volta arrivato a Rabat, prima tappa del suo viaggio in Marocco, dove il Papa atterrerà alle 14, il primo momento ufficiale sarà la breve cerimonia di accoglienza, durante la quale il re Mohammed VI darà il benvenuto al Santo Padre nella maniera tradizionale marocchina, offrendogli dei datteri e del latte di mandorla. Lo ha reso noto il direttore “ad interim” della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, nel briefing di oggi, spiegando che è stato il re che ha voluto che a Papa Francesco si tributasse la stessa accoglienza che Assan II riservò a Giovanni Paolo II nel 1985. “Sarà un momento anche di accoglienza popolare, attraverso un percorso di alcuni chilometri che il Papa e il re faranno affiancati in due macchine separate: il Papa sulla papamobile e il re sulla sua limousine”, ha anticipato il portavoce vaticano: “È tutto il popolo che accoglie il Santo Padre e saluta il re”, ha commentato a proposito dei due cortei paralleli che arriveranno fino alla spianata della Moschea di Hassan, luogo della cerimonia di benvenuto. “Il Papa ha voluto che fosse molto sottolineato l’aspetto dell’incontro con il popolo marocchino”, ha spiegato Gisotti: a tal fine verranno approntati diversi maxischermi, sia nella spianata sia nelle zone limitrofe. Un’area, quella dove il Papa terrà il suo primo discorso in Marocco, che può ospitare 25mila persone, “ma se ne aspettano 50mila”, la previsione. Dopo il discorso, il Papa e il re raggiungeranno il Mausoleo di Mohammed V, per la visita alla tomba e la firma del Libro d’Onore, poi nel Palazzo Reale l’incontro con il re e con la famiglia. Dopo l’accoglienza istituzionale e di popolo, nel pomeriggio il re e il Papa si recheranno all’Istituto Mohammed VI degli imam: “Un evento molto significativo, è la prima volta che un Papa viene accolto in un istituto di formazione di imam, di predicatori, fondato di recente e ritenuto di grande importanza non solo per il Marocco ma per tutto il Maghreb. Un evento a cui tiene molto il re, molto impegnato contro le derive fondamentaliste”. Durante la visita all’Istituto, il Papa e il re non parleranno, ma ascolteranno le testimonianze di uno studente africano e uno studente europeo, oltre a quella del ministro affari interreligiosi. Poi verranno eseguite alcune opere musicali legate alle tre fedi monoteiste. Alla fine del pomeriggio, l’incontro con i migranti nella Caritas diocesana di Rabat. “Un incontro a cui tiene molto il Papa”, ha sottolineato Gisotti, ricordando la volontà di Francesco di recarsi a Marrakech già nel dicembre scorso, per partecipare al Global compact sulle migrazioni: “Ci voleva andare già in quell’occasione, ci è andato invece il cardinale Parolin perché, per motivi di protocollo, non si può andare solo ad una conferenza senza aver prima visitato il Paese”. “Il tema dei migranti sarà presente anche in questo viaggio”, ha detto il direttore della sala stampa vaticana, ricordando che l’arcivescovo di Tangeri “è molto impegnato su questo tema”. In Marocco, la stragrande maggioranza dei migranti provengono dall’Africa subsahariana: “Molti vanno in Marocco perché trovano chiuse le altre rotte di passaggio per le migrazioni”, ha commentato Gisotti. Sono circa 80mila i migranti che vivono in Marocco, di cui circa 4mila assistiti dalla Caritas marocchina. La prima giornata del viaggio in Marocco – che segue uno schema che ricorda quello degli Emirati Arabi Uniti: la prima giornata dedicata al dialogo interreligioso, la seconda alla Chiesa locale – si concluderà con il ritorno in nunziatura, la cena in privato e il riposo.

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