Papa Francesco: a Santa Marta, il “cuore duro” è il primo passo per “screditare il Signore”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Noi, tante volte, siamo sordi e non ascoltiamo la voce del Signore. Sì, ascoltiamo il telegiornale, il chiacchiericcio del quartiere: questo sì, lo ascoltiamo sempre”. Lo ha detto il Papa, che nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta ha commentato l’esperienza di Dio davanti al “popolo testardo, che non vuole ascoltare”. “Il Signore non conta: io preferisco questo”, “sì, c’è Dio lì, ma io faccio le cose mie”, ha affermato Francesco – secondo quanto riferisce Vatican News – descrivendo questo atteggiamento: “La fedeltà è sparita”. Di qui la domanda proposta dal Papa: “Io, ho perso la fedeltà al Signore?” – “No, no, vado tutte le domeniche a Messa…” – “Sì, sì: ma quella fedeltà del cuore: io ho perso quella fedeltà, o il mio cuore è duro, è ostinato, è sordo, non lascia entrare il Signore, si arrangia da solo con tre o quattro cose poi fa quello che vuole?”. “Questa è una domanda per ognuno di noi: tutti dobbiamo farcela, perché la Quaresima serve a questo, per riseminare il nostro cuore”, l’invito di Francesco: “Ascoltate oggi la voce del Signore” è l’invito della Chiesa. “Non indurite il vostro cuore”. “Quando uno vive con il cuore duro, che non ascolta il Signore – ha spiegato il Papa – va oltre il non ascoltarlo e quando c’è qualcosa del Signore che non gli piace, lascia da parte il Signore con qualche pretesto, scredita il Signore, calunnia il Signore, diffama il Signore”. “E’ quello che è successo a Gesù con la gente”, ha detto Francesco richiamandosi alla pagina del Vangelo di oggi, per far comprendere cosa significhi screditare il Signore. Gesù faceva dei miracoli, guariva gli ammalati “per far vedere che aveva il potere di guarigione anche delle anime, dei cuori nostri. E questi ostinati cosa hanno detto? ‘È per mezzo di Belzebù, il capo dei demoni, che Egli scaccia i demoni’”, ha ricordato il Papa osservando che “screditare il Signore” è “il penultimo passo di questo rifiuto del Signore”. Prima, non ascoltarlo lasciando che il cuore divenga duro, poi screditarlo. Manca solo “l’ultimo passo dal quale non c’è ritorno, che è la bestemmia contro lo Spirito Santo”, ha proseguito, ricordando le parole forti di Gesù: “Chi non è con me, è contro di me”. “No, no, io sono con Gesù, ma a una certa distanza, non mi avvicino troppo: no, questo non esiste. O sei con Gesù, o sei contro Gesù; o sei fedele o sei infedele; o hai il cuore obbediente o hai perso la fedeltà”. “Ognuno di noi pensi, oggi, durante la Messa e poi durante la giornata”, l’invito finale: “Come va la mia fedeltà? Io, per rifiutare il Signore, cerco qualche pretesto, qualche cosa e scredito il Signore? Non perdere la speranza. E queste due parole – ‘la fedeltà è sparita’ e ‘chi non è con me è contro di me’ – ancora lasciano spazio alla speranza, anche a noi”.

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