Messico: mons. Arizmendi risponde al presidente López Obrador, “la Chiesa ha già chiesto perdono” per 500 anni fa

È il tema del giorno in Messico: la richiesta rivolta dal presidente Andrés Manuel López Obrador alla Spagna e al Vaticano perché chiedano perdono per il modo in cui 500 anni fa (l’anniversario si commemorerà nel 2021) vennero condotte la colonizzazione e l’evangelizzazione. Sul sito della Conferenza episcopale messicana è apparsa una riflessione di mons. Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo emerito di San Cristóbal de las Casas, una delle voci della Chiesa messicana più attente e sensibili alla difesa e promozione delle popolazioni indigene. “La Chiesa ha già chiesto perdono”, scrive il vescovo, che cita testualmente i pronunciamenti di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. In particolare, san Giovanni Paolo II chiede espressamente “perdono in nome di Gesù Cristo” nel 1992, a Santo Domingo, e poi ancora nel convocare il Giubileo del 2000. Piuttosto, suggerisce mons. Arizmendi, “chiediamo perdono per i nostri peccati attuali, che dipendono da noi. Invece che continuare a minacciare e a discriminare i popoli originari, diamo loro il calore che Dio stesso gli ha dato”.

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