Clericus Cup: dal 30 marzo la XIII edizione. Bosio (Csi), “trasmettere il messaggio dello sport per educare”

Torna dal 30 marzo a Roma la Clericus Cup che, giunta alla 13ma edizione, vedrà scendere in campo ancora una volta seminaristi e sacerdoti. Ma con una novità: nella fase a gironi, che prenderà il via sabato prossimo nel centro sportivo Pio XI, seminaristi e sacerdoti per la prima volta giocheranno in gironi distinti per evitare di contrapporre, fin dall’inizio, ventenni e quarantenni penalizzando ovviamente questi ultimi, spiega Vittorio Bosio, presidente del Csi (Centro sportivo italiano) che promuove il mundialito della Chiesa con il patrocinio dell’Ufficio nazionale del tempo libero, turismo e sport della Cei; del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita; e del Pontificio Consiglio della cultura. “Così – commenta presentando oggi l’iniziativa nella sala Marconi della Radio Vaticana – nei quarti di finale avremo la certezza di poter applaudire almeno quattro squadre di preti”. Obiettivo del torneo, spiega, “trasmettere il messaggio dello sport per educare, il suo valore missionario e pastorale”. Di qui l’intenzione di alimentare questa consapevolezza nei seminaristi e nei preti affinché promuovano il calcio nelle parrocchie e negli istituti come strumento educativo e per la crescita dei giovani. In occasione del 75° di fondazione del Csi, il prossimo 11 maggio è in programma l’incontro di tutti i dirigenti dell’associazione con Papa Francesco, annuncia il presidente. “Siamo nati nella Chiesa, nell’Azione cattolica per volere di Pio XII. Vogliamo ribadire la nostra missione che è sempre attuale. Per questo siamo presenti sotto il campanile di tante parrocchie”. Con riferimento a episodi di violenza o esasperato agonismo nello sport giovanile e amatoriale, chiosa: “Da noi non avviene perché nei nostri oratori prevalgono l’amore, l’accoglienza  e la cura dei ragazzi”.

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