Adozione alla nascita: Gambino (Scienza & Vita), “proposta Stefani rappresenta valida alternativa all’aborto”

“L’idea di introdurre nell’iter procedimentale che porta all’interruzione della gravidanza l’alternativa volontaria dell’attribuzione in adozione del bambino appena nato rappresenta una valida alternativa all’aborto che non può che essere presa in considerazione da chiunque abbia a cuore la vita nascente e la stessa salute psico-fisica della madre”. Lo sostiene in una nota Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita e prorettore dell’Università europea di Roma. “Né vale obiettare, come sollevato da taluno – prosegue il giurista –, che tale possibilità aprirebbe la strada al cosiddetto utero in affitto o attribuirebbe diritti al feto così da impedire alle donne di accedere all’interruzione volontaria della gravidanza”. “In realtà – spiega – la surrogazione di maternità è impedita dal fatto che i genitori adottivi sono scelti dal
giudice sulla base di una lista nazionale e non ci sono, dunque, contatti preventivi con la donna gestante; inoltre tali potenziali genitori adottivi devono dichiarare di essere disponibili ad adottare bambini con malformazioni, situazione davvero impensabile nella maternità su commissione”. L’altro tema di una capacità giuridica “forte” del feto – aggiunge Gambino – “è davvero malposta, posto che la proposta non mira a sostituire la possibilità di abortire con l’adozione alla nascita, bensì ad ampliare la libertà di scelta della donna che ha un’alternativa in più rispetto alla scelta abortiva”. “In realtà – conclude il presidente di Scienza & Vita – la proposta ripercorre quella di alcuni deputati centristi della scorsa legislatura (Sberna e Gigli) che si muove anche nella prospettiva di ridurre l’impatto sulla psiche della donna delle ripercussioni che il dramma dell’aborto spesso provoca, assegnando alla stessa una possibilità meno devastante della soppressione della vita che si ha in grembo”.

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