Quaresima: mons. Caiazzo (Matera), “uomini di contemplazione pronti a tuffarsi tra coloro che sono bisognosi di essere sostenuti”

“Anche in questa terza domenica di Quaresima salire e scendere comportano fatica, azioni ardue ma necessarie per arrivare a Dio: salire per stare con lui, riempirsi della sua Parola, della sua luce e calore e scendere a valle con una missione”. Lo ha detto l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nella sua meditazione sul Vangelo. “Dio non ha bisogno di uomini pii disincarnati dalla vita, dalla storia. Servono uomini di contemplazione ma pronti a tuffarsi, in quanto uomini, tra gli uomini bisognosi di essere sostenuti, illuminati, accompagnati, liberati dalla tante forme di schiavitù generate da interessi personali, da politiche di distinguo, da sentimenti di odio e di discriminazione”, ha sottolineato il presule. Segnalando che “il Dio che Gesù è venuto a rivelarci non è quello che punisce”, l’arcivescovo ha affermato che “non ci sono gli eletti e gli infedeli, categorie culturali e religiose create da noi in base a particolari momenti storici e per convenienza”. “Gesù ricorda alcuni episodi drammatici della storia della salvezza. Episodi che fanno ritornare ogni uomo con i piedi per terra: nessuno è migliore dell’altro. Dio è amore e non punisce nessuno. Le punizioni che notiamo non vengono da Lui: sono la logica conseguenza dei nostri errori, soprattutto quando ci ostiniamo a non riconoscerli”. “Diventiamo schiavi delle logiche del perbenismo religioso, del puritanesimo e del moralismo declamato, del giudizio ossessivo – ha aggiunto mons. Caiazzo –. Sono queste torri, progettate e costruite ad arte, che, come la storia insegna, un giorno rovineranno conseguentemente sugli uomini”. Ma “Dio, proprio perché è Amore, continua a donarci tempo”. “Tempo per ripensare la nostra vita, la nostra storia con gli altri”.

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